Pubblicato il

Infedeltà della moglie scoperta con un drone

Al giorno d’oggi l’infedeltà coniugale è senz’altro uno degli argomenti più diffusi. Uno di quelli, come si dice, “sulla bocca di tutti”. Tutto ciò ha creato con il tempo un vero e proprio mondo che gli gira intorno. Articoli di giornale, cronaca cittadina e addirittura siti e tecnologie specializzate in materia di tradimento.

Alcune volte gli indizi di infedeltà risiedono in strani comportamenti e abitudini del coniuge. E appena uno dei due nota qualcosa di insolito inizia a pensare su come approfondire. Alcuni tentano di spiare fisicamente ed altri di spiare facebook whatsapp e computer. Qualcuno inizia addirittura a pedinare il coniuge e spesso tutto sfocia in denunce di stalking.

Drone contro l’infedeltà

Un caso sicuramente molto particolare è quello di un uomo americano che ha scoperto a modo suo il tradimento. L’uomo è un 40enne impiegato di una nota multinazionale, sposato da 18 anni con la moglie conosciuta durante una vacanza.  Dopo aver notato strani comportamenti l’uomo ha iniziato a sospettare che la moglie lo stesse tradendo. Successivamente ha quindi deciso di sfruttare la tecnologia a suo vantaggio per cercare delle prove. A differenza di molte persone che ricorrono ad investigatori privati, il protagonista ha deciso di ricorrere ad un drone.

Ha letteralmente seguito dall’alto la moglie con l’apparecchio volante e ha scoperto che i suoi sospetti erano fondati. In particolare ha visto che la moglie, al posto di andare a lavoro seguiva un altra strada per recarsi dall’ amante. Tutto  è stato ripreso con la telecamera del drone ed il video è stato pubblicato sul web, dove sta spopolando. Nel filmato, pubblicato su Reddit, l’uomo spiega la sua storia agli altri utenti. Proseguendo nella spiegazione dice : “Quando ho visto mia moglie cambiare strada ho capito tutto”. E continua : “Se guardate con attenzione e seguite quella donna potete vedere 18 anni di matrimonio che vanno a farsi fot…”

 

Pubblicato il

Moglie tradita denuncia un bordello nascosto

La denuncia di una moglie tradita ha avviato le indagini del caso in provincia di Pescara. La donna disperata dalle somme spese dal marito nel centro massaggi cinese ha deciso quindi di farsi avanti. Il centro era aperto 24 su 24 ed offriva prestazioni a prezzi decisamente bassi. Tutto ciò portava ad avere una grande clientela, dai giovani agli anziani, dai liberi professionisti agli operai.

Da fuori sembrava un qualsiasi centro benessere, ma veniva fatto tutto tranne che semplici massaggi. Il luogo in questione era una vera e propria casa chiusa in cui si praticava solo la prostituzione, per un giro d’affari mensile di circa 20000 euro. La struttura è rimasta nell’ombra per tanto tempo soprattutto perché dotata di molte autorizzazioni sanitarie. Dopo una lunga indagine alla fine i proprietari sono stati scoperti ed arrestati ed il loro locale sequestrato.

La denuncia

A portare alla luce la faccenda è stata la squadra mobile di polizia diretta da PierFrancesco Muriana. Tutto è partito dalla denuncia esasperata di una moglie tradita. La donna, sposata da 9 anni e con due figli era stanca dei ripetuti tradimenti e delle spese dal marito. Decisa a farsi valere ha quindi  scritto alla polizia e alle istituzioni denunciando il centro massaggi di via Milano. Quest’ultima è una delle principali vie del centro cittadino, quindi molti sapevano e nessuno parlava. La donna si era accertata dei fatti prima affidandosi ad un investigatore e poi chiedendo ad un parente di verificare personalmente. Successivamente si è attivata la polizia per verificare la veridicità delle dichiarazioni.

In un primo momento sono stati ascoltati i clienti, successivamente sono state effettuate intercettazioni telefoniche ed ambientali. Proprio quest’ultime hanno levato qualsiasi dubbio confermando tutti i sospetti, dando un quadro più delineato. A lavorare all’interno del centro erano ragazze 30enni cinesi con contratto da massaggiatrici, che però si prostituivano quotidianamente. Sopra al salone avevano a disposizione appartamenti dove alloggiare ed incontrare clienti trovati soprattutto con annunci internet.

Pubblicato il

Occhiali “spia” di Snapchat, arrivano in Italia gli Spectacles

Spectacles, gli occhiali spia di Snapchat sono finalmente sbarcati in Italia e negli altri paesi europei. Dopo l’enorme successo ottenuto negli States dove ne sono stati venduti più di 60mila in soli sette mesi.
Questi occhiali dall’aspetto molto appariscente e dai colori molto sgargianti sono la nuova trovata di Snapchat, famosissimo social network che permette di registrare brevi video e renderli pubblici per poche ore. La funzione è proprio questa, registrare video da 10 a 30 secondi di Snap che vengono poi pubblicati sul social.

Il loro prezzo? 149,00€, alto per la fascia di mercato al quale si rivolgono, quello dei 13/17enni.

Come funzionano gli occhiali

Per iniziare la registrazione basta toccare l’asticella laterale, una spia led sia all’interno che all’esterno degli Spectacles indica che si è su “Rec”. Accortezza che comunque non eviterà loro le polemiche sulla privacy come già successo con i Google glass. Per ricaricarli basta utilizzare la custodia intelligente che dovrebbe garantire una giornata di utilizzo continuato.

Dove acquistarli

Oltre che online gli occhiali saranno disponibili anche negli “Snapbot”, dei veri e propri distributori come quelli di bibite e snack. Il primo distributore italiano è stato installato a Venezia, ma ne sono previsti altri nelle principali città.
Se cercate invece qualcosa di più professionale visitate il sito spyproject.com. Troverete la telecamera professionale, occultabile, in grado di inviare foto e video online in modalità fullHD grazie all’obbiettivo da 10 megapixel. Il tutto in completa privacy.

Pubblicato il

Rumeni rapinano usando il jammer ma vengono arrestati

In questi giorni sono stati scoperti due rumeni mentre utilizzavano un jammer per rapinare dei negozi. Dopo le segnalazioni di alcuni addetti alla sicurezza sono scattate le indagini. Queste ultime sono state svolte dal Commissariato di Polizia di Mestre con la collaborazione del personale del centro commerciale. In particolare si tratta del centro commerciale “Le Barche”, situato appunto a Mestre. Secondo diversi comunicati stampa, i due cittadini rumeni sono stati scoperti in flagranza di reato. L’accusa è quella di furto aggravato e si sospetta la partecipazione di altri soggetti in fase di identificazione.

Tutto è partito dai filmati di sicurezza delle telecamere poste fuori dal negozio di un noto marchio di abbigliamento. Dalle immagini si vedevano persone dell’Est Europa che alternandosi (uomini e donne) uscivano dal negozio con refurtiva di 2000 euro. Il giorno precedente ai filmati era stato denunciato un ammanco di altri 1500 euro. In poche parole si trattava di una vera e propria banda specializzata in questo tipo di operazioni.

 

Come hanno utilizzato il jammer

Analizzando attentamente i fotogrammi è stato possibile vedere i colpevoli che sceglievano con cura i vestiti più costosi. Dopo aver fatto le loro scelte uscivano indisturbati grazie al “Jammer”. Nello specifico il “Jammer” è un dispositivo che operando su specifiche frequenze emette dei segnali di disturbo. In questo modo la banda dopo aver scelto cosa rubare usciva dal negozio senza attivare le barriere anti-taccheggio. Queste ultime essendo disturbate dal “Jammer” non funzionavano correttamente e di conseguenza non emettevano nessun segnale di allarme. Successivamente alla perquisizione i colpevoli sono stati trovati in possesso del suddetto dispositivo, realizzato artigianalmente.
I Poliziotti hanno espressamente ringraziato il personale di sicurezza del centro commerciale per la collaborazione che gli è stata fornita. Dopo aver arrestato i due rumeni sono stati effettuati altri accertamenti e grazie ad una perquisizione domiciliare è stato individuato un terzo colpevole.

Pubblicato il

Tradisce la moglie e la costringe con un ricatto

 

 

Sempre più spesso un coniuge tradisce l’altro andando a compromettere l’ambito familiare con una relazione nascosta. In questo caso a tradire è stato un tunisino immigrato in Piemonte, sposato in Tunisia con un figlio. La moglie, ha dovuto subire anche la beffa ed ha dato luogo all’aggiornamento di una parte del diritto civile. Tutto comincia, come spesso si dice, con un tradimento. Ma in questo caso il tradimento non è nascosto, anzi è palesemente ammesso e pubblico. L’uomo prima di emigrare  aveva una moglie ed un figlio e successivamente,una volta in Italia ha iniziato una convivenza con una donna del posto. La convivenza è stata portata avanti diventando stabile e portando un altro figlio.

La prima moglie insospettita da alcuni comportamenti insoliti lo ha raggiunto in Italia. Preso atto della situazione la donna ha fortemente criticato il marito e fatto valere i propri di moglie. Il tunisino però senza scomporsi più di tanto ha replicato dicendo che se non accettava la situazione poteva tornarsene a casa. Questa aspra risposta è stata dettata sopratutto dal fatto che la donna non aveva un proprio sostentamento economico. Quest’ultima però al posto di abbattersi ha deciso a fine 2013 di presentare denuncia, che ha portato ad un provvedimento.

 

Chi tradisce è condannato

Il procedimento,nato da un ricatto ha di fatto modificato il codice civile. L’uomo ha costretto la moglie ad accettare una relazione extra-coniugale o sarebbe tornata in Tunisia. L’immigrato è stato condannato dalla corte d’appello e successivamente a tortino dalla Cassazione. Il reato per cui è stato accusato il tunisino è quello di maltrattamenti in famiglia. La sentenza risulta essere sicuramente importante e nuova ai fini dei procedimenti civili. La questione è diventata materia di dibattito da molti operatori del diritto, che ne hanno parlato ripetutamente in diverse testate giornalistiche. Tutto ciò rappresenta una svolta importante in una materia in continuo sviluppo e mutamento.

Su spyproject.com troverete articoli e software che permetto di “evitare” queste spiacevoli situazioni.

Pubblicato il

Amante perseguitato dall’ex marito della compagna

Treviso, un uomo di 48 anni tradito dalla moglie si è reso protagonista di stalking nei confronti dell’amante. Un insolito triangolo con protagonisti lui, suo padre e l’amante di lei. La vicenda è stata portata più volte in tribunale con l’ipotesi di reato di stalking. Secondo l’accusa i due omini avrebbero reso impossibile la vita della ex moglie e del suo compagno.

Il giudice del processo, Piera De Stefani, ha dato ragione ai due imputati. L’assoluzione è avvenuta con piena formula per non aver commesso i fatti. Secondo la procura di Treviso un 49enne trevigiano ed il padre 68enne avrebbero compiuto atti persecutori. Più precisamente durati da settembre 2009 a novembre 2010 a danno della donna e del compagno. Proprio quest’ultimo, un 45enne, si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento danni di 15000 euro.

Amante a processo

Gli imputati sostengono che lo stessa parte civile sia stata il motivo scatenante della separazione di coppia. In altre parole l’amante della ex moglie del 49enne finito sotto accusa. Padre e figlio hanno quindi messo in atto la loro personale opera di stalking. Forse per vendetta o per cercare di salvare un matrimonio che ormai stava finendo. I due,secondo ricostruzioni, avrebbero pedinato ripetutamente l’uomo seguendolo durante gli spostamenti. In aggiunta a tutto ciò si sono spesso presentati sotto casa e sul luogo di lavoro suonando il clacson numerose volte. L’uomo esasperato a quel punto ha deciso di procedere per vie legali sporgendo denuncia.

Durante il processo, l’uomo vittima di stalking ha più volte screditato la teoria di una relazione extraconiugale. Le sue dichiarazioni riguardavano la nascita del proprio rapporto con la compagna solo dopo la separazione dall’ex marito. Ad un certo punto c’è stato un vero e proprio colpo di scena di cui si è resa protagonista la donna. Davanti al giudice e agli imputati ha infine ammesso l’effettiva esistenza di quella relazione extraconiugale.

Pubblicato il

Blue Whale: sistemi e software per sicurezza minori sul web

Blue whale, è da qualche tempo ormai che i mass media non parlano d’altro che del caso. L’assurdo “gioco” che indurrebbe minori al suicidio è stato reso noto nel nostro paese da un servizio delle Iene di Italia 1 dove si spiegavano le 50 regole da seguire per 50 giorni. Regole assurde che avrebbero portato più di 150 minori al suicidio nella sola Russia dove “blue whale” sarebbe nato. Italia e Stati Uniti sono i paesi dove più si parla della blue whale.

Blue Whale, molti i casi in Italia

I siti web riportano che dal 2 al 30 maggio sono state effettuate sul web più di 34.794 tra ricerche e contenuti apparsi su Twitter e Instagram e collegati al gioco della morte “Balena Azzurra”. Nel nostro Paese sono le donne a parlarne di più: il 53% contro il 47% degli uomini. Quanto all’età, il 27% di coloro che utilizzano le parole chiave analizzate ha 17 anni o meno. La percentuale scende nelle fasce d’età 18-24 e 25-34 anni, rispettivamente con il 3%. Mentre sale del 67% tra coloro che hanno più di 35 anni. Sarebbero più di 120 i casi segnalati alle forze dell’ordine nel nostro paese, sono molti i falsi allarme e i casi sventati dove ragazzini dichiaravano di essere a diversi livelli del gioco dell’orrore.

Navigare in sicurezza

Uno dei primi consigli dati dalla polizia postale e dalle autorità competenti è quello di tenere sotto controllo la navigazione sul web dei ragazzini. Un nostro suggerimento è quello di utilizzare software e dispositivi cosiddetti di “protezione e sicurezza sul web”. Il software per la sicurezza informatica dei bambini permette di filtrare siti o determinate parole che non devono essere visualizzate. Con il software di controllo sarà possibile impostare il programma per permettere ai bambini l’uso di Internet in orari e giorni da te specificati.

Sul sito spyproject.com  alla sezione “Controllo minori” troverete questo e altri dispositivi di sicurezza. I nostri consulenti sono a vostra completa disposizione per ogni tipo di chiarimento.

 

 

Pubblicato il

Traditori e cornuti, Italia primo paese secondo le ricerche

spiare WhatsApp

traditori e cornuti, Italia primo paese almeno secondo un’indagine di un noto portale per incontri extra-coniugali. Il sito in questione Incontri-ExtraConiugali.com ha stilato una vera e propria classifica con tutti i Paesi. Stando a quest’ultima l’Italia sarebbe proprio alla vetta insieme ,in ordine decrescente, a Francia e Spagna. Hanno dichiarato di aver tradito almeno una volta il partner il 58% in Italia e il 53% in Spagna. Il terzo gradino della classifica cornuti è occupato dai Francesi con il 49%. Seguono Germania (48%), Belgio (46%), Regno Unito (45%), Austria (42%), Danimarca (39%), Finlandia (37%) e Norvegia (36%). Oltre alla classifica generale sulla percentuale di tradimenti siamo anche quelli con l’incremento maggiore rispetto all’anno scorso: 18%.

Cornuti e traditori, la statistica

Stando al fondatore del sito i dati riguardano la penisola trasversalmente,salvo qualche sporadica eccezione. Le città con maggiore concentrazione di cornuti sarebbero Roma (72%), Milano (71%), Napoli (68%), Genova (65%) e Palermo (64%). Queste ultime grandi città sono anche quelle con il maggior numero di persone iscritte al portale. Nella fascia intermedia troviamo Bologna, Cagliari, Padova, Terni e Trapani; per la parte più bassa invece, la città con meno propensione al tradimento è Catania, con il 9%.

Se invece vengono analizzate le percentuali facendo distinzione tra sessi vediamo le donne sono quelle che tradiscono maggiormente, 64% ; la propensione maschile invece è relativamente inferiore, circa il 52%. Secondo le domande poste nel sondaggio sembra che le donne Italiane siano quelle che provano meno remore nel portare avanti una relazione extra-coniugale,visto che solo l’8% di esse dichiarano di essersi realmente pentite. Spesso i coniugi vengono fatti cornuti durante la mattina (48 %) o durante la pausa pranzo (29%).

Traditori? ecco perchè…

Il sondaggio, molto completo, affronta anche le motivazioni più frequenti che portano al tradimento. “Perché le donne tradiscono? per uscire dalla routine e dalla noia” spiega il fondatore. “Se una donna è annoiata è molto più facile che sia tentata dalla classica scappatella”. Se al primo posto con il 45% troviamo la noia come motivo seguono la scarse attenzioni (32%) e l’insoddisfazione sessuale (21%).

Pubblicato il

Tradimento, 5 indizi fondamentali per capire il partner

scoprire tradimento

Esistono fattori che ci permettono di riconoscere un tradimento? Chi tradisce lascia indizi e prove di ciò che fa?

In primo luogo possiamo asserire senza alcuna distinzione tra LUI o LEI che, chi tradisce, cambia completamente le proprie abitudini e il proprio stile di vita. Il partners che sia fidanzata, fidanzato, moglie, marito, compagna o compagno noterà questi cambiamenti e avrà già da essi un primo indizio.

Esiste però una distinzione fondamentale tra chi viene definito “traditore seriale” e chi viene preso da un evento straordinario. Quest’ultimo è solitamente destinato a tramutarsi in innamoramento. I primi indizi di tradimento che andiamo ad analizzare sono quelli di tipo caratteriale.

Cambiamenti di carattere in un tradimento

  • L’intuito è il primo elemento al quale ci si può affidare. Anche se molte persone cercano di non dare peso al proprio “io” interiore, esso può essere fondamentale per farsi una prima idea sul tradimento da parte di lui o lei. Ascoltare il proprio sesto senso di tanto in tanto non guasterebbe.
  • Il partner traditore tenderà a sminuire il proprio compagno/a. Se il vostro lui/lei non si farà problemi ad utilizzare nei vostri confronti aggettivi dispregiativi, lo fa per giustificare inconsciamente la propria infedeltà.
  • Litigi frequenti. Ogni scusa diventa buona per discutere. Probabilmente il traditore cerca qualsiasi buona occasione per andare via.

Indizi di tipo materiale

  • Primo fondamentale indizio di un tradimento è l’attenzione che il partner ha per il proprio smartphone. Il traditore farà la massima attenzione a non lasciare incustodito il proprio telefono che sarà sicuramente dotato di un codice di sblocco.
  • Chi tradisce si cura di più. La propensione all’autocompiacimento è naturale in chi tradisce. Il tradimento accresce l’ego della persona che si sente più affascinante, più sicura di se e più sfacciata. L’egoismo prevarrà nella persona che tradisce.

Visitando il nostro sito spyproject.com nelle diverse sezioni potrete trovare applicazioni, software e strumenti utili a scoprire se nella vostra vita di coppia c’è una persona “di troppo”.

 

 

Pubblicato il

Microspie e cimici: cosa sono e dove nasconderle

Alt microspia gsm

Nell’immaginario comune microspie o cimici vengono sempre pensati come qualcosa di realmente piccolo e totalmente invisibile, ma così non è. Ciò è dovuto sopratutto a film dove spie e agenti segreti posizionano microspie in posti improbabili, il tutto senza mai essere scoperti.

La realtà dei fatti è ben diversa. Le microspie hanno un loro, se pur minimo ingombro, dovuto alla batteria e al trasmettitore, necessario per l’invio dei dati.

Cosa sono le microspie?

Esistono microspie di tipo Softwareapplicazioni installabili su cellulari e smartphone e microspie Hardware come le microspie GSM, le microspie ambientali e le microspie audio/video.

Dove posizionare le microspie?

Innanzitutto bisogna valutare la durata della microspia. Essa dipende dalla trasmissione e dalla batteria di cui è dotata. Più grande è la batteria più lunga sarà la durata della microspia ma anche maggiore il suo ingombro. Il consumo della batteria è dovuto alla trasmissione dei dati in GMS o in radiofrequenza che riducono la durata di essa.

Il giusto compromesso tra dimensioni, batteria e durata è la micropsia microregistratore .
Il microregistratore non trasmette, non comunica in diretta, ma registra e incorpora i suoni salvandoli in memoria. Considerando questi elementi vi sarà più semplice valutare il posizionamento di una microspia in un ambiente.

Le microspie con registratori audio hanno una durata maggiore ma anche per esse bisogna considerare la qualità dell’audio da voler registrare e il possibile ingombro. Microregistratori piccoli sono nascosti anche in penne da ufficio o chiavette USB, ma la loro durata non raggiunge le 24 ore.

Microspie e microregistratori di poco superiori in grandezza possono raggiungere autonomie di 6/7 giorni. Verificare lo spazio che si ha a disposizione e l’accessibilità più o meno facile ad esse è fondamentale.

Al nostro sito spyproject.com troverete microspie e microregistratori adatti ad ogni vostra esigenza. Il nostro personale è a vostra disposizione H24 e 7 giorni su 7.