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Tradisce la moglie e la costringe con un ricatto

 

 

Sempre più spesso un coniuge tradisce l’altro andando a compromettere l’ambito familiare con una relazione nascosta. In questo caso a tradire è stato un tunisino immigrato in Piemonte, sposato in Tunisia con un figlio. La moglie, ha dovuto subire anche la beffa ed ha dato luogo all’aggiornamento di una parte del diritto civile. Tutto comincia, come spesso si dice, con un tradimento. Ma in questo caso il tradimento non è nascosto, anzi è palesemente ammesso e pubblico. L’uomo prima di emigrare  aveva una moglie ed un figlio e successivamente,una volta in Italia ha iniziato una convivenza con una donna del posto. La convivenza è stata portata avanti diventando stabile e portando un altro figlio.

La prima moglie insospettita da alcuni comportamenti insoliti lo ha raggiunto in Italia. Preso atto della situazione la donna ha fortemente criticato il marito e fatto valere i propri di moglie. Il tunisino però senza scomporsi più di tanto ha replicato dicendo che se non accettava la situazione poteva tornarsene a casa. Questa aspra risposta è stata dettata sopratutto dal fatto che la donna non aveva un proprio sostentamento economico. Quest’ultima però al posto di abbattersi ha deciso a fine 2013 di presentare denuncia, che ha portato ad un provvedimento.

 

Chi tradisce è condannato

Il procedimento,nato da un ricatto ha di fatto modificato il codice civile. L’uomo ha costretto la moglie ad accettare una relazione extra-coniugale o sarebbe tornata in Tunisia. L’immigrato è stato condannato dalla corte d’appello e successivamente a tortino dalla Cassazione. Il reato per cui è stato accusato il tunisino è quello di maltrattamenti in famiglia. La sentenza risulta essere sicuramente importante e nuova ai fini dei procedimenti civili. La questione è diventata materia di dibattito da molti operatori del diritto, che ne hanno parlato ripetutamente in diverse testate giornalistiche. Tutto ciò rappresenta una svolta importante in una materia in continuo sviluppo e mutamento.

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Amante perseguitato dall’ex marito della compagna

Treviso, un uomo di 48 anni tradito dalla moglie si è reso protagonista di stalking nei confronti dell’amante. Un insolito triangolo con protagonisti lui, suo padre e l’amante di lei. La vicenda è stata portata più volte in tribunale con l’ipotesi di reato di stalking. Secondo l’accusa i due omini avrebbero reso impossibile la vita della ex moglie e del suo compagno.

Il giudice del processo, Piera De Stefani, ha dato ragione ai due imputati. L’assoluzione è avvenuta con piena formula per non aver commesso i fatti. Secondo la procura di Treviso un 49enne trevigiano ed il padre 68enne avrebbero compiuto atti persecutori. Più precisamente durati da settembre 2009 a novembre 2010 a danno della donna e del compagno. Proprio quest’ultimo, un 45enne, si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento danni di 15000 euro.

Amante a processo

Gli imputati sostengono che lo stessa parte civile sia stata il motivo scatenante della separazione di coppia. In altre parole l’amante della ex moglie del 49enne finito sotto accusa. Padre e figlio hanno quindi messo in atto la loro personale opera di stalking. Forse per vendetta o per cercare di salvare un matrimonio che ormai stava finendo. I due,secondo ricostruzioni, avrebbero pedinato ripetutamente l’uomo seguendolo durante gli spostamenti. In aggiunta a tutto ciò si sono spesso presentati sotto casa e sul luogo di lavoro suonando il clacson numerose volte. L’uomo esasperato a quel punto ha deciso di procedere per vie legali sporgendo denuncia.

Durante il processo, l’uomo vittima di stalking ha più volte screditato la teoria di una relazione extraconiugale. Le sue dichiarazioni riguardavano la nascita del proprio rapporto con la compagna solo dopo la separazione dall’ex marito. Ad un certo punto c’è stato un vero e proprio colpo di scena di cui si è resa protagonista la donna. Davanti al giudice e agli imputati ha infine ammesso l’effettiva esistenza di quella relazione extraconiugale.

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Marito scopre tradimento della moglie con un prete

Ennesimo caso di tradimento tra marito e moglie si verifica a Scafati,in provincia di Salerno. Non un semplice tradimento, ma uno consumato con la persona più insospettabile. Il tradimento “più abbietto” che possa essere commesso come ha commentato il padre dell’uomo tradito. La vicenda ha attirati recentemente l’attenzione della troupe di Pomeriggio recatasi sul posto per raccogliere testimonianze. Inizialmente l’inviata di Canale 5 era stata ben accolta da cittadino che aveva anche ospitato uomini e telecamere. Successivamente la giornalista recatasi in strada si è vista circondata da persone curiose ed ha subito numerosi strattonamenti. La diretta tv è venuta meno ripetutamente visti i tentativi di sabotaggio di persone che staccavano i cavi elettrici. In primo piano sono stati ripresi alcuni vigili urbani totalmente incapaci di gestire i tafferugli. O forse non hanno volutamente fermato le azioni dei cittadini infuriati contro la troupe televisiva.

La storia in questione è quella di due coniugi quarantenni che in preda ad una crisi si affidano a Chiesa e preghiere. Il rapporto della donna con Don Emilio, il prete del paese, si intensifica sempre più ogni giorno. Successivamente, il rapporto si trasforma in una relazione clandestina tra una moglie sposata ed un uomo sposato con la fede. A tradire la moglie è stata una chat sul suo telefono, scoperta dal marito durante un momento di distrazione. Dopo urla, litigi e parole forti l’uomo lascia la casa per alcuni giorni. Quando quest’ultimo successivamente prova a rientrare nella propria abitazione trova la serratura cambiata. Come si direbbe in dialetto napoletano “Cornuto e mazziato” visto che l’uomo di fatto si è trovato senza casa e senza moglie. Preso atto della situazione l’uomo si reca dai carabinieri e sporge denuncia della moglie. Quest’ultima si giustifica dichiarando “Esercizio arbitrario delle proprie funzioni”.

Il caso più curioso di questa faccenda è che il prete voleva dare la propria versione alla trasmissione televisiva ma a conti fatti il paesino rimane “blindato” ed il motivo non si sa.

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Tradisce il marito e scappa da casa : persi soldi e bambino

Tradisce il marito e scappa da casa

Ennesima storia di tradimento di cui si rendono protagonisti due coniugi veneti. La famiglia era composta da un operaio di 29 anni e dalla moglie cubana conosciuta qualche anno prima durante un viaggio.

Dopo 2 anni di matrimonio viene scoperto il tradimento della donna con un connazionale. Appena capito che il marito aveva dei sospetti la donna era scappata di casa portando con se’ il bambino. Qualche mese dopo i due si separano e viene stabilito che l’uomo paghi il mantenimento a patto che la ex moglie si trasferisse a Verona, in modo da restare vicino al figlio.

Durante l’estate gli ex coniugi si mettono d’accordo per passare a “turno” del tempo con il figlio. Quest’ultimo però rimane con il padre quando la mamma improvvisamente sparisce e smette di rispondere a mail e telefonate.

La donna successivamente ricompare e denuncia il marito accusandolo di averle sottratto il figlio con la forza. Trovata un’intesa tra i legali di entrambe le parti la cubana si rifiuta di accettare l’accordo pattuito. Dopo un nuovo incontro in tribunale il giudice stabilisce l’affidamento del bambino al padre. Ancora più singolare la sentenza che condanna la donna a non ricevere più l’assegno di mantenimento.

In aggiunta a tutto ciò quest’ultima dovrà pagare di tasca propria per non venire meno alle necessità del figlio. La sentenza risulta decisamente inusuale visto che di solito l’affidamento dei bambini e l’assegno di mantenimento sono a favore della moglie. Nella vicenda il comportamento della donna è stato certamente il motivo della decisione del giudice che ha sottolineato la scarsa volontà di trovare un accordo e l’improvvisa sparizione della donna. Quest’ultima attualmente vive con il nuovo compagno e dovrà cercare un lavoro per portare a scuola il figlio. Come da disposizione del giudice. A meno che non decida di trasferirsi a Verona come stabilito inizialmente.

 

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L’invio di foto HARD sexiting costituisce tradimento?

Tradimento con foto HARD

sexiting tradimento foto video hard

LA PRATICA DEL SEXTING (foto HARD)

Negli ultimi anni il continuo aumento dell’utenza di social network, servizi di chat ha portato ad un incremento di liti coniugali. Lo dimostra il fatto che nei tribunali, tra le cause di separazione, è sempre più frequente al cosiddetto “Sexting”. Sexiting è l’invio telematico di foto o video hard. Un neologismo nato dalle parole sex ( sesso) e texting (invio di messaggi) che indica uno scambio di foto e video. Il sexiting scambio di foto e video hard o di natura sessuale avviene via chat whatsapp, facebook etc… In relazione al fenomeno sexiting invio di foto e video hard, lo studio legale inglese Slater & Gordon ha compiuto uno studio. Risultato, solo il 35% degli intervistati non ritiene questa pratica un vero e proprio tradimento. La percentuale è composta a sua volta da una maggioranza di donne. Dal lato opposto la rimanente parte degli intervistati ha messo in evidenza il pensiero che sebbene non sia un tradimento consumato materialmente. E quindi lo scambio di foto o video hard sexiting non sia un comportamento accettabile. In Italia, oltretutto, la giurisprudenza ha iniziato da diversi anni a considerare fenomeni simili dei motivi validi per richiedere l’addebito di separazione. 

Ma cosa significa letteralmente quest’ultimo termine ?

Si intende l’attribuzione, ad uno dei due coniugi, della responsabilità della separazione da parte del giudice. Verificata quindi la situazione e le prove presentate in giudizio stabilisce a chi dare “la colpa”. Stabilisce le relative conseguenze in termini di responsabilità patrimoniale e risarcimento del danno.

Un esempio di queste situazioni è la sentenza Cassazione numero 15557/2008.  L’addebito di separazione si fonda sul rispetto dei doveri matrimoniali espressi 143 del Codice Civile. In particolare tra essi non rientra solamente l’astenersi dai rapporti extraconiugali. Si ha anche l‘obbligo di fedeltà e l’impegno a non tradire la fiducia del coniuge.

In sintesi, anche se non tutti la pensano così. Dal punto di vista giuridico ci sono tutti i presupposti per considerare il Sexting al pari di un vero e proprio tradimento.